Associazione MOTO ARMONICO
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Patrizia Lo Sciuto

Ritorno al passato

Quando ero bambina mia madre, dopo consiglio del medico di famiglia, mi iscrisse al corso di danza classica organizzato in parrocchia. Odiai da subito la rigidità dell’insegnamento e soprattutto la maniera imposta di “tenere” il corpo. Ero una bambina che amava correre libera in campagna nei campi di margherite selvagge e sentirmi costretta mi faceva stare male. Abbandonai la danza dopo il primo saggio natalizio a causa dell’indimenticabile schiaffo ricevuto per aver sbagliato un passo davanti il pubblico. L’angioletto che ero in quell’abito di raso azzurro cucito dalla mia mamma era imbestialito, offeso e umiliato per l’ingiustizia subita che non raccontai a nessuno. Mi allontanai da un mondo in cui il corpo di una bambina non poteva esprimersi con naturalezza e libertà. Durante l’adolescenza, la mia fortuna è stata nell’aver incontrato un’insegnante straordinaria. Resterà per sempre impresso, nella mia memoria psicofisica, il giorno in cui entrai in quella sala di via Cesare Balbo a Roma. È lì, presso il centro Choronde, che ho sperimentato l’improvvisazione e la composizione istantanea nei corsi di danza contemporanea. Oggi voglio ringraziare Chiara Ossicini, grande pedagoga della danza, per la meravigliosa avventura che mi ha fatto vivere per cinque meravigliosi anni: studiare la danza nella gioia.
Estratto da: “Il mio corpo, la mia storia” di Patrizia Lo Sciuto.

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